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Mostra Celti di Bratislava

Visitabile al MANU dal 7 luglio al 31 ottobre

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In accordo con la città gemellata di Bratislava, sede della mostra Etruschi di Perugia, allestita nel 2014 nella capitale slovacca, è stata inaugurata la mostra Celti di Bratislava presso il Museo archeologico nazionale dell’Umbria. L’evento è organizzato in collaborazione con il Comune di Perugia.

La mostra s’incarica di rappresentare testimonianze relative alla cultura celtica provenienti dalla Slovacchia e dall’Italia centrale. L’iniziativa culturale, che si inserisce nell’ambito delle decennali relazioni di gemellaggio, tende ad offrire un interessante contributo alla conoscenza di una cultura poco nota in Umbria, seppure attestata da rinvenimenti in alcune aree della regione. I materiali sono ospitati nelle sale del MANU, ora afferente al Polo museale, riservate alle mostre e all’interno di uno spazio architettonicamente suggestivo.
Dai recenti scavi condotti nel Castello di Bratislava provengono i materiali costituiti da monete, oggetti in metallo, vasellame fine in argilla. Particolarmente rappresentata è la consistenza numismatica, dovuta agli ingenti ritrovamenti di tesori monetali.
Pur ispirandosi a modelli greci e romani, i Celti conservarono un loro proprio stile. Le monete d’oro a forma di conchiglia raggiunsero ad esempio un ampio livello di diffusione, divenendo il mezzo di pagamento utilizzato nell’intera area centrale danubiana. L’oro necessario alla coniatura proveniva dai giacimenti del Danubio e dalla catena montuosa dei Piccoli Carpazi. Con l’esaurirsi delle riserve del prezioso metallo, la zecca cominciò ad utilizzare l’argento.
Questi tesori monetali, conservati in vari musei e collezioni private, sono per la prima volta proposti in un unico contesto, valorizzati da una presentazione organica.
Oltre ai reperti slovacchi, sono presenti anche oggetti di cultura celtica provenienti dall’Umbria antica e dall’Italia Centrale. Si tratta di urne cinerarie perugine raffiguranti sulla fronte la battaglia contro i Galati, dove il personaggio principale è un cavaliere greco che affronta uno o più barbari. Molto interessante al riguardo l’urna proveniente da Perugia con raffigurato il saccheggio di un santuario da parte dei Celti, sorpresi e sopraffatti mentre si stanno impadronendo delle suppellettili.
Fanno parte dell’esposizione anche i bracciali in vetro di III sec. a.C. provenienti da Bettona e una fibula in bronzo da Arna, inquadrabile alla seconda metà del III sec. a.C., con iscrizione in caratteri arcaici dell’officinator, il celta Atepu. Oggetti preziosi provenienti da tombe celtiche rinvenute in località Arcevia Montefortino e Filottrano S. Paolina, nelle Marche, chiudono la sezione . Si tratta di una corona aurea, bracciali, spade in bronzo ed un singolare barilotto per il trasporto di liquidi.
A corollario della mostra è stato stampato il catalogo, dal taglio divulgativo, concepito per il vasto pubblico e ampiamente illustrato.