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MANU, l’affresco con la ruota della Fortuna

Venerdì 17 novembre incontro con Veruska Picchiarelli

Affresco ruota 2

Venerdì 17 novembre, alle ore 17.00 al Museo archeologico nazionale dell’Umbria, la studiosa Veruska Picchiarelli parlerà sulla Ruota della fortuna, un affresco, tanto interessante quanto a prima vista enigmatico, che originariamente adornava la parete di una delle celle dell’antico complesso domenicano e che oggi è visibile in uno dei locali del museo. Probabilmente era stato concepito con lo scopo di invitare i frati alla meditazione. La studiosa cercherà di chiarire gli aspetti meno decifrabili. Il murale, sopravvissuto ai vari avvicendamenti subiti dal complesso architettonico, sembra sia stato dipinto su un unico strato di intonaco e si articola in due parti. In quella sinistra due angeli in volo aprono una tenda per mostrare Cristo, con gli occhi chiusi, le braccia ripiegate, il capo cinto dalle spine e da un nimbo crociato, che, uscendo dal sepolcro, espone i segni del martirio. Nella parte superiore, a destra, compare invece una figura femminile alata ad occhi chiusi (la Fortuna), recante una sferza in una mano e un ramoscello, forse d’alloro, nell’altra. È intenta a fare girare una ruota a otto raggi cui sono aggrappati esseri dalle sembianze metà umane e metà caprine. In basso è delineata una figura interamente umana, mentre in alto pare che ci fosse una capra. Due uomini sono inoltre colti nell’atto di colpire con un flagello e un randello un malcapitato avvinghiato alla parte inferiore della ruota. Alla loro sinistra altri tre personaggi discutono indicando l’immagine di Cristo. In cima si ravvisano musici e saltimbanchi e s’intravedono le aste di un compasso, con chiara allusione a Dio inteso come Grande architetto dell’universo