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Lex luci spoletina

La Lex luci spoletina: fondamentale documento giuridico e linguistico

Lex

I due cippi rinvenuti da Giuseppe Sordini, sono la codificazione scritta di norme e sanzioni per la tutela di un bosco (lucus) consacrato a Giove: si datano a poco dopo l’istituzione della colonia latina (seconda metà III sec. a.C.) e sono una testimonianza eccezionale dell’esistenza di boschi sacri e di leggi che ne regolavano la conduzione, utilizzano il latino arcaico in due versioni molto simili tra loro. La trascrizione della legge su un cippo di pietra, posto ai limiti di un bosco, la rendeva di pubblica conoscenza, scongiurando la profanazione del luogo sacro. Entrambi i cippi sono in calcare rosato di provenienza locale.
Il primo cippo fu rinvenuto nel 1879 murato in una proprietà di Sordini in località San Quirico a Castel Ritaldi, mentre il secondo fu scoperto nel 1913, murato nella parte superiore dell’antica chiesa di Santo Stefano delle Picciche (Trevi).

Lex Spoletina. Iscrizione su cippo di calcare. III sec. a.C.
Lex luci spoletina. Iscrizione su cippo di calcare. III sec. a.C.